Poco prima dell’inizio della guerra contro l’Iraq (marzo 2003), Londra e Il Cairo vengono sconvolte da due spettacolari attentati terroristici. Ben presto, le indagini sembrano condurre a un’incredibile conclusione: qualcuno ha rifondato l’antica setta degli Assassini di Alamut, i cui adepti erano celebri per i loro omicidi eccellenti, portati a termine sotto l’effetto di massicce dosi di hashish. Ma è davvero così? La falena e la candela conduce il lettore nel cuore dei misteri del Medio Oriente. Non solo un thriller mozzafiato, ma anche un pretesto per riflettere sul presente alla luce dello specchio infranto del passato. GLI AUTORI (dietro allo pseudonimo) Giacomo Agnoletti (Firenze, 1969) ha conseguito il dottorato in critica letteraria presso l’Università di Trento. È insegnante di italiano e letteratura nella scuola pubblica e in una università americana con sede a Firenze. Il suo principale interesse di ricerca riguarda gli Italian Cultural and Media Studies. Ha pubblicato articoli in ri-viste universitarie e volumi collettanei, oltre al volume The Italian Dream (Quodlibet, 2023). Marco di Branco (Roma, 1966) si è specializzato in Epigrafia bizantina alla Scuola Archeologica Italiana di Atene e successivamente si è diplomato in Lingua e cultura araba presso l’IsIAO. Insegna Storia religiosa dell’Islam e Civiltà bizantina presso l’Università di Roma “La Sapienza”. I suoi interessi di ricerca riguardano la storia di Atene tardoantica, le dinamiche della presenza musulmana nell’Italia altomedievale e la visione islamica della storia greco-romana. Tra le sue principali pubblicazioni: La città dei filosofi. Storia di Atene da Marco Aurelio a Giustiniano (2006); Storie arabe di Greci e di Romani (2009); Alessandro Magno, eroe arabo del Medioevo (2011); Breve storia di Bisanzio (2016); Il califfo di dio (2017); 915. La battaglia del Garigliano (2019); Tra Alessandro e Cesare. Ibn Khaldun, i Greci e i Romani (2020). Il suo ultimo lavoro, Orosius. Seven books of histories against the Pagans (Pisa University Press, 2024) ha vinto lo Sheikh Zayed Book Award, uno dei più prestigiosi premi al mondo dedicati alla letteratura e cultura araba.