Giudizio sull'Occidente - Sapienza Hindu e "Modernità".
Autore: Tagore R.
Pagine: 64.
Autore: Tagore R.
Pagine: 64.
Giudizio sull’Occidente di Rabíndranáth Tagore, scritto nel 1925, è in primo luogo un eccellente documento della renaissance della cultura tradizionale asiatica (in que-sto caso indiana, ma storicamente estesasi fino al Giappone) a fronte della sfida mortale rappresentata dal colonialismo occidentale in Asia, dapprima olandese e – con un ruolo sempre più egemone a partire dal XVIII secolo – britannico.
L’Autore vi coglie appieno, anche grazie alla propria personale militanza all’interno di quel movimento di liberazione nazionale che, attraverso le stagioni di R. Chandra Bose e del Mahātmā Gandhi, condurrà nel 1947 l’India all’indipendenza, le caratteristiche che rendono la dominazione anglosassone tanto pericolosa per la sussistenza stessa della cultura e della spiritualità tradizionale Hindū: caratteristiche che attraverso lo sfrut-tamento economico e l’abuso della tecnica, vengono colte nella loro specifica e solo apparentemente paradossale natura idolatra, e quindi prettamente e parodisticamente “religiosa”.
L'AUTORE
Rabindranath Tagore (nome anglicizzato di Rabíndranáth Thákhur, Calcutta, 7 maggio 1861 – Calcutta, 7 agosto 1941) è stato un poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano di etnia bengalese, anche soprannominato Gurudev («mentore divino»), Kobiguru («poeta del mondo»), o Biswokobi («grande poeta»).