Federico II, Stupor Mundi. (Libro)

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Autore: Maurizio Mecozzi, Collana: HOMO ABSCONDITUS - Edizioni Il Cerchio, pagine 100
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Federico II fu una grande e complessa figura, radicato nel medioevo per la sua concezione universalistica e sacrale dell'Impero, ma gia' aperto alla modernita' per la visione dello Stato monarchico amministrativo, per la sua tolleranza religiosa, per la sua versatilita' culturale che spaziava dalla scienza musulmana al diritto romano, per la sua magnificenza di costruttore ( si pensi a Castel del Monte in Puglia) e di mecenate, fondatore dell'Università di Napoli e animatore di quel convegno di poeti, filosofi e scienziati che fu la sua corte, nella quale già Dante riconobbe la più alta manifestazione di civiltà dell'Italia duecentesca.

Principe coltissimo - parlava il latino, il volgare, il francese, il tedesco, il greco e l'arabo -  egli stesso compose uno dei piu' celebri trattati di falconeria del medioevo, De arte venandi cumavibus.

La sua lotta col Papato accredito' la fama che fosse eretico o quanto meno agnostico, e la leggenda che incarnasse nella sua persona l'Anticristo.

A questa si oppone quella piu' accreditata di Stupor Mundi, "meraviglia del mondo".

 

Indice del libro:

 

Introduzione

Capitolo primo

"Stupor Mundi": la vita

Capitolo secondo

Il Re e l'Imperatore

Capitolo terzo

Il politico

Capitolo quarto

Il legislatore

Capitolo quinto

L'intellettuale

Capitolo sesto

Il filosofo e il naturalista

Capitolo settimo

Il poeta e il mecenate

Capitolo ottavo

Ars instrumentum regni

Conclusione

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Editore Il Cerchio

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